Intervista alla ASD Podistica Pattese: il coraggio della neonata società

La società ASD Podistica Pattese è l’ultima arrivata nel panorama delle società messinesi. Organizzatrice l’anno scorso, quando era ancora affiliata alla UISP, della corsa su strada “Corri Marina” e della scalata “Tindari Pattese”, la Podistica Pattese ha potuto inserire questi eventi nel calendario provinciale FIDAL del 2014. Il Presidente Nino Monastra e il Vice Presidente Mario Addamo sono atleti ricchi di entusiasmo che hanno avuto il coraggio di scommettere sull’atletica in un periodo di certo non dei migliori per il nostro sport. Un segnale incoraggiante ed un esempio da seguire.

Gruppo podistica pattese 

Quando e come è nata la vostra società?

Nino (Antonino Monastra, Presidente): La podistica pattese è nata nel giugno 2013. È nata più o meno causalmente. Eravamo un gruppo di ragazzi che correvamo, ognuno per una squadra differente della provincia. Uno dei ragazzi Nino Cafarelli più volte aveva detto: “perché non ci raduniamo e facciamo una squadra?”. Una sera ci siamo riuniti in pizzeria e così, con un po’ di scetticismo mio perché credevo che affiliarsi sarebbe stato un passo difficile da compiere, abbiamo  creato questa squadra. Prima ci siamo affiliati alla UISP per preparare la scalata Patti-Tindari e poi a gennaio alla FIDAL . Ad oggi siamo 12 tesserati e 14 soci.

Cosa vi ha spinto a iscrivervi alla FIDAL proprio nell’anno in cui le tariffe sono vistosamente cresciute?

Nino: Siamo stati spinti dal fatto che se non si è FIDAL si viene snobbati nei Gran Prix regionali e provinciali. Io ero tesserato con una società FIDAL mentre Mario era tesserato con una società UISP e loro erano in classifiche separate, come degli emarginati.

Formare una società FIDAL, in questo momento storico, è stata una scelta impegnativa. L’avete mai rimpianta?

Nino: No, mai.

Quali difficoltà avete riscontrato nell’avviare questa società?

Nino: In primis, il discorso economico. È difficile se non hai uno sponsor anche piccolo. Noi abbiamo cercato di trovarne tanti anche se piccoli. Parliamo di qualche centinaio di euro. Altre difficoltà, no. Abbiamo avuto qualche problema per quanto riguarda il tecnico ma poi abbiamo trovato Gabriele Rinaldi.

Come ha reagito la comunità pattese alla vostra nascita? Vi siete già fatti conoscere? C’è curiosità?

Nino: Uno dei soci fondatori è l’attuale sindaco di Patti: lui la ha fortemente voluta. Patti è sempre stato un comune sportivo: calcio, pallavolo… Per ora è un po’ in declino. L’amministrazione è ben disposta per quello che è nelle sue possibilità. La comunità ha risposto bene. Abbiamo organizzato una garetta quest’estate a livello amatoriale e tutti sono stati molto contenti: si sono divertiti. La ripeteremo quest’anno inserendola nel campionato provinciale su strada, sarà la “Corri marina”. Stiamo cercando di fare pubblicità sui media locali e vediamo che le persone reagiscono bene perché rispondono, commentano, visitano la nostra pagina facebook e il nostro sito.(https://www.facebook.com/podisticapattese; http://www.podisticapattese.it/ )

Pista o strada?

Nino: Soltanto strada. Intanto, perché la pista non c’è. Era stata realizzata tanti anni fa ma è stata lasciata all’abbandono totale. Ci sono brandelli di pista. Essendo poi la maggior parte amatori non  più giovanissimi siamo portati a fare gare su distanza più lunghe.

La “Corri Marina” che organizzerete a luglio varrà come campionati provinciali su strada.  Voglia di mettervi subito in gioco? Quali altri eventi avete in programma?

Nino: Noi pensavamo anche a una gara ad agosto ma pure altre società volevano il loro spazio e noi, essendo una nuova società, abbiamo lasciato spazio agli altri. Si era pensato a due date a luglio ma organizzarle in poco tempo sarebbe stato difficile. Anche perché così puntiamo molto alla gara di ottobre: la seconda scalata Patti-Tindari per la quale il 28 aprile abbiamo creato un gemellaggio con la ASD Atletica Tre Colli di Scicli. Questo perché siamo stati a una gara, “Terre iblee tour”, il 25,26,27 aprile. Ogni corsa aveva il nome di un libro di Camilleri . Così, dato che uno dei libri di Camilleri è “Gita a Tindari” Mario ha avuto questa idea. Puntiamo molto su questa gara .

Mario (Mario Addamo, Vice Presidente): Anche l’assessore allo sport di Scicli ha appoggiato la nostra iniziativa e speriamo che verrà fatta anche col patrocinio del Comune di Scicli. Vorremmo creare un movimento di due giorni anche col fatto che collaboriamo con delle associazioni locali: “Amici di Salvatore Quasimodo” e “Associazione Culturale Tindari”. Anche a Scicli, quando abbiamo distribuito i volantini, erano tutti interessati, tranne il timore suscitato dal nome “scalata”. Noi li abbiamo rassicurati perché la gara non è tanto difficile e c’è un panorama spettacolare all’arrivo al santuario. È previsto anche un sito ad hoc per l’evento, molto organizzato così da attirare quante più  persone. Vogliamo consegnare la medaglia in ceramica.

Qual è il vostro rapporto con le altre società della Provincia?

Nino: Conosciamo alcuni atleti di alcune squadre anche perché qualcuno di noi proveniva da altre società FIDAL. Effettivamente, come rapporti di collaborazione non ne abbiamo ancora avuti, essendo nati solo quest’anno. Qualche rapporto in più lo abbiamo con la Tindari pattese.

Mario: conosciamo anche il presidente di Marathon club di Taormina che è rimasto molto soddisfatto delle nostre gare.

Cosa manca all’atletica messinese? Cosa vorreste portare voi all’atletica messinese?

Nino: Abbiamo notato, anche dall’anno scorso, che le altre province sembrano più attive. Anche nella stesura dei calendari, ad esempio per i Grand Prix provinciali. L’anno scorso è stata un’estate passata con piacere con lo stimolo della classifica finale del Grand Prix. Quest’anno aver saputo che il Grand Prix non si fa è stata una delusione perché secondo noi è stato uno stimolo per gli atleti. Anche i ragazzi che si sono tesserati quest’anno volevano parteciparvi. Quindi, quello che ci vorrebbe è un po’ di organizzazione in più: Siracusa, ad esempio è di sicuro avanti, ma anche Palermo e Catania.  Poi, ci vorrebbe una maggiore collaborazione, un maggior dialogo tra il comitato FIDAL Messina e le società. Noi abbiamo dato le nostre date che, per carità, sono state accettate subito ma poi abbiamo scoperto che il Grand Prix era stato cancellato solo quando ci hanno inviato il calendario.

Mario: Secondo me ci vorrebbe un po’ più di coraggio nell’organizzare un Grand Prix da migliorare ogni anno. Il Grand Prix è stato partecipato quindi secondo me bisognerebbe scommettere ancora di più sulla corsa su strada.

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